Quali caratteristiche deve avere un olio di oliva buono e genuino? Ecco le principali regole da seguire

Per riconoscere un olio di oliva di qualità – anche extravergine - è necessario seguire alcuni semplici consigli pratici che ci aiutano a portare sulle nostre tavole il miglior olio possibile.

Con l’arrivo dell’autunno, inizia anche la raccolta delle olive, un gesto che si ripete ogni anno e ci consente di impreziosire le nostre tavole.

Il consumo quotidiano di olio di oliva è un requisito fondamentale nella dieta mediterranea; grazie alle sue straordinarie proprietà ed agli innumerevoli benefici – anche terapeutici – è considerato un vero e proprio elisir di lunga vita. L’olio, infatti, è ideale tanto nell’alimentazione dell’infanzia per le sue quantità ottimali di acidi grassi essenziali quanto nella dieta degli anziani, poiché previene la demineralizzazione delle ossa e le protegge dal rischio di osteoporosi.

La produzione dell’olio di oliva è tutt’altro che semplice: sono molteplici le attenzioni che vengono richieste in ogni fase, dalla raccolta diretta delle olive nei campi fino al confezionamento e alla vendita, passando per il frantoio ed il successivo imbottigliamento.

Oggi, la scelta di oli di oliva presenti sul mercato è molto vasta: se, da un lato, questo elemento consente al consumatore medio l’imbarazzo della scelta, dall’altro, potrebbe comportare un generale abbassamento della qualità con effetti negativi sulla scelta finale. Ecco perché, oggi, appare quantomai necessario spiegare quali sono le principali caratteristiche che rendono un olio buono, sano e genuino.

Come si fa allora a scegliere quello giusto? Quali regole è necessario seguire per scegliere l’olio migliore?

Ecco i consigli pratici per diventare consumatori consapevoli:

  • La fluidità: un olio buono e genino deve avere una fluidità medio-bassa. In caso contrario, l’olio avrà al suo interno un’eccessiva quantità di grassi acidi polinsaturi dannosi per l’organismo.
  • Il colore: non è un parametro oggetto di valutazione. Solo se assume un colore rossiccio potrebbe subire un irrancidimento, inasprendo così le caratteristiche e le proprietà organolettiche dell’olio
  • L’olfatto: un olio di qualità ci deve ricordare un profumo vegetale: sentori di ruttato, dal carciofo all’erba tagliata, dalle mandorle all’odore di foglia fresca.
  • Il sapore: la prova del gusto è fondamentale per capire se si tratta di un olio di ottima qualità. In linea generale, se è vero che si varia dall’amaro-piccante fino al dolce, il gusto che si dovrebbe rilevare si avvicina di più all’amaro-piccante, indice di un elevato numero di polifenoli (antiossidanti naturali presenti nelle piante che contrastano i radicali liberi e aiutano nella prevenzione delle malattie cardiovascolari)
  • Il prezzo: non si può prescindere da questo indicatore. Un olio “low cost” non solo è di scarsa qualità ma proviene da agricolture intensive che danneggiano il gusto e le proprietà nutrizionali e benefiche del prodotto finito. Il prezzo giusto di un olio di oliva parte da 7/8 € al litro.